invito al viaggio di battiato ..clicca sulla striscia

giovedì 31 dicembre 2009

Appello per il 2010



-----------------------------------------------------

--
--
--
--
--
--
--
--
--
--
-- Il mio No B-day
-- 5 dicembre
-- Oggi alle 15.01
-- Mi chiamo Agi Berta.
-- Sono ungherese e
-- vivo a Napoli
-- dal 1974.
-- Sono insegnante.

--Non avevo mai fatto politica attiva, le mie simpatie mutevoli con l’andar del tempo sono passate dal PCI alla Rifondazione, ma in modo soft, senza aver preso la tessera di alcun partito. Da giovane avevo partecipato a numerose manifestazioni prevalentemente a quelle che avevano una finalità concreta come per esempio la lotta per la liberalizzazione dell’aborto o più recentemente per sostenere la richiesta del padre di Eluana Englao.

Ultimamente però la progressiva chiusura degli spazi di libertà, degli spazi di confronto, l’informazione pilotata e demagogica, il privarsi delle parole del loro significato intrinseco mi aveva causato un crescente senso di angoscia. L’aperta violazione della legge dalla parte di Berlusconi, i decreti ad personam, l’instaurarsi di un culto della personalità, la formazione di una “corte” fatta da personaggi culturalmente e politicamente insignificanti mi causava una specie di apnea.
Mi sentivo sempre più isolata come cittadino e volevo condividere questo senso di disagio con persone che percepivano lo stesso mio smarrimento istituzionale.
Per questi motivi il 5 dicembre 2009 volevo andare a Roma, nonostante i miei problemi familiari pressanti in quanto vivo con mia madre disabile.

Sono partita sola, non legata a nessuna formazione politica. Solo la maglia viola “d’ordinanza” poteva indicare una certa appartenenza…appartenenza alle persone perbene, che credevano ancora nei principi della Costituzione e nella legalità.
E’ stata la manifestazione più bella della mia vita.
Festosa e gioiosa.
Una parte del corteo ho condiviso con mia figlia, che non ha potuto partecipare a tutta la manifestazione perché doveva darmi il cambio con la nonna rimasta a Napoli.
Ho stretto la mano di Rosy Bindi, donna e politico che stimo molto e oggi come oggi mi fa sorridere che una ventina di anni fa stavamo su due lati opposti della politica.
Slogan divertenti, ironici, a tratti con un sottofondo di lieve sarcasmo ma mai violenti. E’ stato bello sfilare insieme, sorridenti con persone con le quali probabilmente politicamente non condividevamo le stesse idee, ma ci univa la voglia di pulizia, la voglia di etica, la voglia di ridare dignità alla politica corrotta e violentata dalla casta al potere.

Incontrai amici persi di vista da anni, provenienti da Milano, ma anche napoletani…romani. E’ stato bellissimo.

Non sono riuscita ad entrare in piazza per la folla immensa che riempiva ogni spazio. Ed ero anche stanca.
Perciò alle otto di sera stavo già a casa.
Accessi la tv con una strana eccitazione. Sentivo di aver partecipato ad un evento storico.

Volevo sentire i commenti…e – idealista sono – forse speravo che la nostra voce, la voce di centinaia di migliaia di persone avesse avuto qualche risultato magari qualche reazione anche nella maggioranza.


Spensi la tv dopo aver sentito le stime della questura: 90 000.
E’ stato un dato offensivo, vergognoso.
Mi sono sentita ignorata…assieme a tutta quella folla di persone perbene e cittadini onesti e mi è salita una rabbia frustrante.


Da giovane ero cresciuta in Ungheria, allora paese del socialismo reale dove la nostra libertà era fortemente controllata.


Ma mai mi ero sentita cosi….inesistente.
Senza voce.