pubblicata da Riccardo Solari
martedì 20 marzo 2012 alle ore 9.10 ·
Seduto immobile con quel che posso fare
di fatto prodigo consigli da pagare
a tutti quelli che non san come fare
a tutti quelli che vanno a lavorare
sto nell'attesa con la mia banca ho intesa
quando vi penso vi penso senza offesa
però vi giuro la cosa non mi pesa
nel fatturato pesarvi come impresa
nelle ciabatte dove c'è il sindacato
come attenuante la legge di mercato
ma guarda a caso pensavo proprio a loro
vorrei cambiare i contratti di lavoro
Nella vestaglia del mio mondo in disparte
son pronto a dirvi senz'altro si riparte
facendo i conti sullo spreed in salita
farete i muli trainando il carro vita
però attenzione non è certo finita
ora che tutta l'italia si è censita
mi metto a dirvi che la trovo arricchita
e che la crisi non era mai esistita
perche per me non è cambiato niente
infondo in fondo a fare presidente
con l'attenuante che sono miliardario
è stato quasi com essere precario
non vi avvilite guardando il calendario
fra tanti santi non so se c'è san mario
faccio il portiere del fondo monetario
e non mi muovo perche son sedentario
invito al viaggio di battiato ..clicca sulla striscia
martedì 20 marzo 2012
martedì 20 settembre 2011
UN AMORE PERDUTO

Cara Italia , mia Nazione ,
a me... il caso Ti ha assegnato
come Patria di elezione.
Io Ti ho amato da bambina:
la Bandiera mi paceva ..
Italiana mi rendeva
pure la Costituzione
ho studiato a perfezione
sono stata, sin da piccina,
sulla costa Tua divina
il Tuo sole mi scaldava ..
niente in vero mi mancava.
Là di fronte ,avevo il mare
e la spiaggia per giocare .
Grandi danni non ho fatto:
e di questo va dat' atto !
Poi un giorno maledetto
udii un rombo sul mio tetto ,
arrivò lo stormo Inglese
minaccioso sul paese....
e il panico mi prese.
niente allarme! .. e in un baleno
noi di bombe avemmo il pieno ..
sulle case,sull' ufficio ..
del papa' ...e chi fu ucciso
al lavoro ancora stava ...
mentre a casa si mangiava .
Mi ricordo quella torta....
il coltello era infilato..
ma noi,già fuori dalla porta,
che scappammo a perdifiato.
La Pineta ci protesse,
senza alcun che ci predisse
che, inver, da quel momento
il nemico accanimento ..
su Pescara si diresse ..
e la spiaggia, ormai insicura
divento' ... nella calura.
Tante mine e tante bombe
inesplose e fu ecatombe !
Sono stata ancor bambina
vittima degli sfollamenti,
senza scuola ed io piccina ,
vidi tanti patimenti :
ancor vedo quelle case
con soffitte ormai squarciate,
con pareti diroccate,
con gli interni tutti appesi,
pietre e mobili sospesi,
sulle strade sbriciolate ,
e gli interni denudati,
ormai privi di lamenti,
alla vista spiattellati,
di passanti indifferenti .
Senza soldi siam rimasti
con la tessera del pane.
Avevamo tutti tanta fame ..
nel bel mezzo dei disastri.
Per trovare un buon avello
ci recanno nel castello
dove il nonno era al riparo,
e il rifugio ci fu amaro...
Quante bombe ho, ahimè, vedute
che dal ciel sono piovute :
le ricordo troppo bene...
e ne ho le tasche piene.
Ci giravano per casa
di invasori: quella genìa
i soldati forestieri...
a cercare prigionieri
e soldati, in german ì a
destinati.
,
dalla nostra terra invasa :
braccia per lavori forzati .
Poco il cibo e la mattina
la mia mamma poverina
si vendeva il suo corredo
anche sol per comprare sego.
Lo vendeva ai contadini..
per avere da preparare
per i suoi tre bambini ...
qualche cosa da mangiare.
Siam vissuti nell' affanno
tra macerie e distruzione:
fortunata sono stata
la famiglia non toccata.
La miseria e dopo il danno
i malanni ed il magone
poi, passato qualche anno,
arrivo' Liberazione ..
CARA ITALIA,
TI HO VEDUTA... IMPOVERITA,
POI DISTRUTTA DALLE BOMBE ,
E NE FUI TERRORIZZATA.
ORA ASCOLTA LA TIRATA
CHE TI FACCIO,INDISPETTITA
UNA SVOLTA ,ADESSO, INCOMBE..
QUESTA GENTE IN PARLAMENTO
MANGIA TROPPO! E C'E' FERMENTO
CI HAN RIEMPITO DI SCONTENTO,
LO SCONFORTO E' PREMINENTE,
ED UN RISCHIO GIA' LATENTE
ORA ALBEGGIA NELLA MENTE:
CHE, ALLA FINE DELLA FIERA,
QUALCUN BRUCI LA BANDIERA.
pubblicata da Laura Picchetti
martedì 20 marzo 2012
Copyright © 2012 -LAURA PICCHETTIi-
TUTTI I DIRITTI RISERVATI ALL RIGHTS RESERVED
sabato 10 settembre 2011
SACCO ..SACCONE E SACCHETTA.....
(Traduzione in italiano in fondo)
pubblicata da Il Pasquino
sabato 10 settembre 2011
alle ore 16.23.
Int’o schermo d’’a televisione
aggio visto nu strano saccone,
ma giusto pe fa chiarezza
nu’ era chillo d’’a munnezza.
Ben vestito incravattato
tutto lindo, lucidato
parlava e chello ca nu’ fa
e chi lavora e nu’ po’ magnà.
Mò na puzza allucinante
m’arrivai seduta stante
e basito lesto m’avutaje
verso ‘o sacco d’’a munnezza
“ca fossi isso chesta brezza?
mò ho jetto...nun se sape maje”.
Ma l’addore rivoltante,
chella puzza penetrante
nu’ veneva d’’a cucina
era molto più vicina.
“Vuò verè che chella puzza
nu’ c’azzecca ca munnezza
e m’appila ‘a vocca e ‘o naso
stu’ Sacconi ca dice a caso?”
Quanno meglio e parlà ho sentette
spontaneo “sta sacchetta” me venette
e pensai int’o core subitamente
“vuo verè che chesta gente
quanno parla emana fetore,
e pe caccià st’odore
nu’ basta stutà ‘o televisore…
jammo in piazza…aizamm’ ‘a voce
nu’ avimm’ suppuntà sta croce,
e chesta puzza c’avimma liberà
simm ‘o popolo…simm’ a libertà ! “
---------------------
Traduzione al volgo:
Nello schermo del televisore
ho visto uno strano saccone,
ma giusto per fare chiarezza
non era quello della mondezza.
Ben vestito incravattato
tutto lindo, lucidato
parlava di quello che non fa
di chi lavora e non può mangiare.
Ora una puzza allucinante
mi arrivò seduta stante
e basito lesto mi girai
verso il sacco della mondezza
“che fosse lui questa brezza?
ora lo butto…non si sa mai”
Ma l’odore rivoltante,
quella puzza penetrante
non veniva dalla cucina
era molto più vicina.
“Vuoi vedere che quella puzza
non c’entra con la mondezza
e mi intasa la bocca e il naso
questo sacconi che parla a caso…?”
Quando meglio lo sentii parlare
spontaneo “sta sacchetta” mi venne
e pensai nel cuore immediatamente
“Vuoi vedere che questa gente
quando parla emana fetore
e per cacciare questo odore
non basta spegnere il televisore…
andiamo in piazza…alziamo la voce
non dobbiamo sostenere questa croce,
di questa puzza ci dobbiamo liberare
siamo il popolo…siamo la libertà !”
pubblicata da Il Pasquino
sabato 10 settembre 2011
alle ore 16.23.
Int’o schermo d’’a televisione
aggio visto nu strano saccone,
ma giusto pe fa chiarezza
nu’ era chillo d’’a munnezza.
Ben vestito incravattato
tutto lindo, lucidato
parlava e chello ca nu’ fa
e chi lavora e nu’ po’ magnà.
Mò na puzza allucinante
m’arrivai seduta stante
e basito lesto m’avutaje
verso ‘o sacco d’’a munnezza
“ca fossi isso chesta brezza?
mò ho jetto...nun se sape maje”.
Ma l’addore rivoltante,
chella puzza penetrante
nu’ veneva d’’a cucina
era molto più vicina.
“Vuò verè che chella puzza
nu’ c’azzecca ca munnezza
e m’appila ‘a vocca e ‘o naso
stu’ Sacconi ca dice a caso?”
Quanno meglio e parlà ho sentette
spontaneo “sta sacchetta” me venette
e pensai int’o core subitamente
“vuo verè che chesta gente
quanno parla emana fetore,
e pe caccià st’odore
nu’ basta stutà ‘o televisore…
jammo in piazza…aizamm’ ‘a voce
nu’ avimm’ suppuntà sta croce,
e chesta puzza c’avimma liberà
simm ‘o popolo…simm’ a libertà ! “
---------------------
Traduzione al volgo:
Nello schermo del televisore
ho visto uno strano saccone,
ma giusto per fare chiarezza
non era quello della mondezza.
Ben vestito incravattato
tutto lindo, lucidato
parlava di quello che non fa
di chi lavora e non può mangiare.
Ora una puzza allucinante
mi arrivò seduta stante
e basito lesto mi girai
verso il sacco della mondezza
“che fosse lui questa brezza?
ora lo butto…non si sa mai”
Ma l’odore rivoltante,
quella puzza penetrante
non veniva dalla cucina
era molto più vicina.
“Vuoi vedere che quella puzza
non c’entra con la mondezza
e mi intasa la bocca e il naso
questo sacconi che parla a caso…?”
Quando meglio lo sentii parlare
spontaneo “sta sacchetta” mi venne
e pensai nel cuore immediatamente
“Vuoi vedere che questa gente
quando parla emana fetore
e per cacciare questo odore
non basta spegnere il televisore…
andiamo in piazza…alziamo la voce
non dobbiamo sostenere questa croce,
di questa puzza ci dobbiamo liberare
siamo il popolo…siamo la libertà !”
mercoledì 6 luglio 2011
NO TAV: LA DIRETTA DEGLI SCONTRI
Ma quali black bloc. Mi sembrava di vedere ragazzi in mezzo alla selva Lacandona in Chapas che difendevano il loro territorio.pubblicata da Madre terra fratello clandestino il giorno martedì 5 luglio 2011 alle ore 16.07
Tra le montagne di chiomonte si vedevano tanti giovani Marcos difendere la loro libertà. Una resistenza popolare contro la violenza dello Stato che attraverso i mass media capovolge e manipola la realtà. Ci sono popoli, come quelli valsusini, che ti insegnano a riflettere e a difendere con i denti la terra, preziosa per noi piccoli e insignificanti comuni mortali.
Lo Stato con la sua forza e prepotenza come si permette di violare la libertà e l'autonomia di un territorio? Il territorio è di chi l'abita e non delle forze dell'ordine che vanno solo per manganellare e poi tornare a casa. Mettere in discussione il sistema (la prepotenza della maggioranza) che schiaccia e reprime una legittima minoranza, è questo. I politici locali insieme alla popolazione hanno detto di no, ed è NO. La politica centralizzata non può far finta di nulla deve rispettare il volere di una popolazione. Una maggioranza non può schiacciare una minoranza. Val di Susa va ascoltata e non militarizzata. I piccoli territori hanno bisogno di libertà!
La battaglia nella valle è frutto di una politica centralizzata. Una dittatura bipartisan. Non si può scegliere dentro un palazzo. Né Bersani, Né Berlusconi vivono in Val di Susa. Fare la Tav significa togliere la libertà e imporre il futuro ad una popolazione che vuole decidere, sbagliare e soffrire con la propria pelle. In tutta Europa i territori hanno importanza. In Italia solo quei mille parlamentari decidono per tutti.
Quello che qualcuno chiama utopia, sogno, in Val Di Susa si pronuncia con un altra parola. Segna la lotta di questi uomini donne anziani e bambini.
Questa parola è libertà. Io non so cosa significa veramente è troppo vaga e significa troppe cose per me. Però la parola libertà è bellezza.
E' bella perchè ti fa sorridere anche solo a pronunciarla, ti mette speranza e ti restituisce serenità per affrontare le giornate. Ci sono delle persone che combattono per essa. Ci sono persone che la cercano in continuazione.
Ci sono dei popoli come quelli valsusini che impongono la libertà allo Stato da 20 anni!
E Lo Stato prova a scalfirla senza successo.
E all'improvviso uno tsunami umano di una valle riscopre la LIBERTA', il suo significato più semplice, più puro.
« Sorto all'aurora, al buon pastor la via
Addimandai di Francia. - Oltre quei monti
Sono altri monti, ei disse, ed altri ancora;
E lontano lontan Francia; mia via
Non avvi; e mille son que' monti, e tutti
Erti, nudi, tremendi, inabitati,
Se non da spirti, ed uom mortal giammai
Non li varcò. »
(Alessandro Manzoni, Adelchi)
FOTO:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=236161326409169&set=a.236158143076154.69231.100000459109778&type=1&theater
VIDEO:
http://www.youtube.com/watch?v=HdvwOJ9z6EU&feature=player_embedded
venerdì 1 luglio 2011
Le spalle delle donne

di Anita Fontanella
il giorno sabato 2 luglio 2011
Una donna di spalle. Bionda, capelli corti con esili mèches, quelle che ti fanno le parrucchiere sotto casa.
Parla con voce tremante, un po' sottovoce, a tratti incerta.
Sa di paura, una paura che oltrepassa lo schermo e ti si
appiccica addosso, molesta.
E' una delle operaie della MaVib di Inzago, forse una di quelle tredici "esuberanti" che verranno licenziate.
Perchè sono donne, perchè il loro stipendio è un optional, un di più, magari per mandare i figli all'università, o per pagare il mutuo della casa, o, per i più fortunati, per dieci giorni di vacanza, o per...
No! non ci credo, non è questo il vero motivo.
Saranno lasciate a casa perchè sta tornando, strisciante ma inesorabile, l'idea dell'angelo del focolare.
Dormiva lei, l'idea, ha sonnecchiato inespressa per quarant'anni o poco meno, ma sta risorgendo gloriosa come una fenice che ridispiega ali grandi e rassicuranti.
Sono sbandati i ragazzi, vero?
Stanno a casa, disoccupati e inoccupati, e piano piano si rifà strada un'altra volta il veleno della loro colpa, loro, queste Mamme assenti e impegnate a raccattare qualche spicciolo da rifilare di nascosto al bamboccione di turno.
E ci sono gli anziani, sempre più anziani, sempre meno autosufficienti: non vorrai metterli all'ospizio (basta chiamarlo "casa di riposo"!) a due/tremila euro al mese? E come te lo puoi permettere?
A casa! A casa! Padrona a casa tua, come dicono, e pensano, i leghisti...ma non solo
Quanto deve essere gratificante per il Capofamiglia tornare a casa e trovare il suo angelo sorridente (!), i figli silenziosi davanti al pc, i vecchi a dormire, la tavola pronta e la cucina profumata.
Sembrano gli anni cinquanta, quelli delle casalinghe cinguettanti e un po' oche dei vecchi Caroselli.
Sembrano, e ce la stanno mettendo tutta per farli tornare.
La donna bionda si allontana, sempre di spalle.
Pare un po' più curva, ma forse è la luce.
O forse si è accorta che non ha avuto, lei con le sue compagne, neppure la solidarietà dei colleghi. Sì, proprio quelli che si sono defilati...magari anche loro per paura.
ps: intanto passa la proposta tremontiana di aumentare l'età pensionabile per le donne.
Per chi ci arriva, alla pensione.
Ma questo è un altro discorso.
giovedì 5 maggio 2011
Tra complottismo e sano scetticismo
ore 10:19 -
In questi giorni tutti i mass media parlano, come è giusto che sia, della vicenda di Osama bin Laden e della sua morte. Personalmente, ho affrontato la vicenda con molto scetticismo: per esperienza, ho imparato che le versioni ufficiali sui fatti che contano, hanno sempre una certa percentuale di falsificazione dei fatti stessi. E infatti, anche in questo caso, dall'amministrazione Obama è uscito tutto e il contrario di tutto: Osama è morto combattendo, no era disarmato, ma è stato ucciso perchè non ha alzato le mani, no è stato catturato e poi ucciso (secondo la TV pachistana che riporta dichiarazioni di una delle figlie del capo di Al Qaeda), è stato sepolto in mare, perchè nessuno ne voleva il corpo e così via. Tutte cose che, per un motivo o per l'altro, dimostrano la falsità delle dichiarazioni ufficiali. A questo si aggiungono le foto circolate, anche se la Casa Bianca ha dichiarato più volte che non le avrebbe messe in giro. Anche se poi sono state diffuse le foto dei cadaveri di quelle che dovrebbero essere le sue guardie del corpo, e viene detto che le foto di Obama sono state fatte vedere a parlamentari della maggioranza e dell'opposizione. Quindi i cittadini del mondo dovremmo fidarsi di questa dichiarazione indiretta? Cerchiamo di essere seri.
Anche perchè ci sono dichiarazioni in senso contrario. Gira da anni la notizia di un Osama bin Laden morto nel 2002 in Francia, a causa di una insufficienza renale, e la fonte sarebbero gli stessi servizi segreti francesi. Nel 2007 Benazir Bhutto, allora premier del Pakistan, disse che il capo di Al Qaeda era stato ucciso dagli stessi pakistani, in una operazione guidata dall'allora capo dei servizi segreti pakistani. Ma lo disse perchè lo sapeva per certo o era un tentativo di screditare, davanti ad una popolazione che considera bin Laden un eroe, il vice del suo avversario politico? Ovviamente non possiamo chiederglielo, perchè è morta; e quindi la domanda resta sospesa. Inoltre non è un mistero che Al Qaeda è una organizzazione messa su dalla Cia all'inizio degli anni '80 per combattere l'esercito russo in Afghanistan. Quindi siamo sicuri che sia stato veramente ucciso? Oppure gli hanno semplicemente detto di sparire, e hanno organizzato questa incursione? Insomma, i quesiti sono tanti.
Eppure, in questo come in altri argomenti, sono quesiti non ammessi. Se uno li esplicita, se uno fa notare le evidenti contraddizioni e le evidenti falsificazioni, viene definito un "complottista". Allora dobbiamo berci qualsiasi balla venga raccontata, in maniera acritica, solo perchè le racconta un governo? O meglio, il governo americano, perchè quando le cose vengono raccontate da altri governi, lo scetticismo è ammesso. Anzi, in alcuni casi (Siria ed Iran, per esempio; cioè guarda caso due Stati che da tempo sono nel mirino degli Usa e di Israele) la versione governativa è considerata falsa a priori, sui giornali. Ora, se questo viene fatto dal signor Mario Rossi, è anche normale. Se invece avviene sui giornali, è sbagliato, perchè l'atteggiamento deve esere lo stesso: scetticismo su tutta la linea, unita alla completezza di informazioni. E senza beccarsi accuse di complottismo.
di Antonio Rispoli
domenica 13 febbraio 2011
SE NON ORA QUANDO.....
SEGUI LA DIRETTA TELEVISIVA QUI:
http://www.cgil.it/tv/#


Domenica 13 Febbraio 2011 - 09:37
ROMA - Sta per invadere più di 230 piazze d'Italia e una trentina in tutto il mondo mondo la manifestazione "Se non ora, quando?", organizzata senza colore politico per chiedere rispetto della dignità delle donne italiane. Nel manifesto del movimento si legge che "In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica...Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile".
A dare il segnale di inizio sarà alle 14 dal palco di piazza del Popolo a Roma, l'attrice Isabella Ragonese, che lancerà il flash mob in cui la piazza urlerà lo slogan "Se non ora quando?" al quale risponderanno con un "Adesso!" i manifestanti sulla terrazza del Pincio. Subito dopo, gli altoparlanti trasmetteranno una canzone di Patti Smith, mentre dalla terrazza del Pincio sara' srotolato uno striscione che recita uno degli slogan della manifestazione: "Vogliamo un paese che rispetti le donne, tutte".
A questo punto la manifestazione entrerà nel vivo con gli interventi, che si annunciano numerosi, di volti noti come la regista Cristina Comencini, la deputata finiana Giulia Bongiorno (neomamma e non si esclude che portera' il figlioletto in piazza), la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, la presidente della Regione Umbria Katiuscia Marini, le attrici Lunetta Savino e Angela Finocchiaro (che condurra' l'evento insieme alla Ragonese).
Interverrà anche la poetessa Patrizia Cavalli - tra le voci più significative della poesia italiana - che leggera' alcuni suoi versi dedicati all'Italia, anzi, a "La patria", che e' il titolo del suo ultimo libro, non ancora in libreria: "Certo, sarebbe un gran vantaggio poterla immaginare, tutta intera, dai tratti femminili, dato il nome". Ma alla manifestazione - che come e' stato sottolineato nei giorni scorsi e' un'iniziativa trasversale, non fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive - non ci saranno solo le politiche, le amministratrici, le sindacaliste, le attrici, le registe, le giornaliste, le docenti universitarie, le scrittrici, le femministe, rappresentanti delle prostitute e degli omosessuali.
Tra gli altri 230 appuntamenti di domani in tutta Italia, si segnala per singolarita' quello milanese, dove, in Piazza Castello, sarà teso un grosso filo da bucato cui tutte le donne potranno appendere pensieri, storie, poesie e immagini, "non solo per dire che un'altra storia italiana è possibile ma anche per provare a indicare una strada differente - fanno sapere le organizzatrici in una nota - e attraverso una provocazione e usando materiali che abbiano la capacità di creare legami e collegamenti, o di delimitare zone di confine, ci collocheremo spazialmente nella piazza in due gruppi". Il primo proprio accanto al grosso filo da bucato. Il secondo delimiterà una zona con del nastro da cantiere per rappresentare simbolicamente un confine.
A Roma la mobilitazione sarà seguita in diretta dalla trasmissione “in 1/2″ di Lucia Annunziata su Rai Tre, Repubblica Tv e Radio Popolare.





domenica 23 gennaio 2011
A volte quando il disgusto è insopportabile e l'indignazione raggiunge la bocca dello stomaco c'è la voglia di chiudere gli occhi, di rifugiarsi nei rassicuranti spazi dell'egoismo autoreferenziale, di mettere la testa e il cuore sotto la sabbia.Alziamo le vele cerchiamo insieme la rotta giusta e l'isola di un mondo migliore apparirà all'orizzonte .
Non rassegniamoci a questo incantamento perverso, alimentiamo il sogno e con il sogno la speranza.
L’isola che non c’è
Anch’io varerò la nave
ed alzerò le vele,
mi guiderà la stella,
quella seconda a destra
dritta fino al mattino
per l’isola che non c’è.
Dove costruire il sogno
Dove la poesia sorride
Dove la mano affida
il bimbo al nonno buono.
Dove l’amore è un dono
non prezzo di un contratto.
di ANGELICA LUBRANO

venerdì 10 settembre 2010
Socialismo Duemiladieci

Gianfranco Scavuzzo :
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/09/10/visualizza_new.html_1784455362.html
A me 'sti rivoluzionari della cippa con residenza ai Parioli, fanno venire il voltastomaco.
E mi fa ancora più specie che vengano assurti ad imp...robabili eroi!
Si può contestare tutto e tutti, ma solo dei deficienti col cervello fumato e con le chiappe al calduccio tanto quanto basta, possono giungere ad azioni tanto violente quanto controproducenti e offensive proprio nei confronti dei milioni di lavoratori che non si sognerebbero mai di lanciare fumogeni, o sassi.
La "figlia di papà" in questione farebbe bene a trovarsi un posto da shampista, piuttosto che giocare a "Famo 'a rivoluzione" e con una faccia di bronzo, che non ce l'hanno manco le statue di Riace, affermare urbi et orbi: "Vabbè, un fumogeno non ha mai fatto male a nessuno!".
Michele Franco
http://www.contropiano.org/Documenti/2010/Settembre10/10-09-10
QualeBucoNero.htm
Pietro Ancona:
Basta leggerti caro Scavuzzo per capire quello che non dobbiamo essere, quello che non dobbiamo diventare: non dobbiamo essere e diventare come te con la tua volgared e falsa demagogia populistica.
I figli di papà come Rubina e tantissimi ...altri hanno fatto la storia della libertà e della democrazia mentre certi figli di proletari hanno tradito la loro classe e sono diventati giuda e boia.
Gennaro Scala:
niente paura .... state sicuri che non gli faranno niente ... si tratta solo di organizzare un po' di spettacolo per far credere che i sindacati siano sindacati e che la democrazia sia democrazia ...
a me non verrebbe mai in mente di contestare la cgil o la cisl ...
sono sindacati governativi e svolgono semplicemente il loro lavoro
... sarebbe come contestare il direttore dell'agenzia dell'entrate per la quota eccessiva di tasse sulla busta paga ... contestarli vuol dire che si prevede la possibilità che possano essere diversi da quello che sono, cioè farli apparire diversi da quello che sono ... piuttosto bisogna organizzarsi al di fuori di questi sindacati
Gianfranco Scavuzzo:
Grazie mille Pietro, anche tu sei un fermo riferimento per tutti noi...
Pietro Ancona :
Gennaro, condivido. C'è da salvare la FIOM e tanta parte della base CGIL fatta di compagni appassionati che non hanno niente a che spartire con i traccheggi di Epifani e della Camusso e con il tradimento fatto alle loro spalle mentre si faceva credere che quanto si cedeva era perchè si veniva sconfitti ed invece era per compiacere il PD che anela a portare in dote alla Confindustria lo scalpo di Cipputi.
martedì 22 giugno 2010
SONIA ALFANO .........

DI BENNY COLASANZIO
So bene che Sonia Alfano, l'onorevole Sonia Alfano, non ha bisogno di avvocati o difensori che la tutelino da attacchi e diffamazioni. Lei ha le spalle grandi, lo so. Ma arriva un momento in cui tacere fortifica le squadracce nere della deligittimazione, quando il silenzio dei giusti fa più danni delle urla dei vigliacchi. E questo momento ora è arrivato, almeno per me.
Ho conosciuto Sonia quando ancora era una militante temuta da associazioni ed istituzioni. Quando non stava un attimo zitta di fronte a soprusi ed ingiustizie. La capacità di trasformare il suo dolore in rabbia ha forgiato ed educato chi, come me, si affacciava ad un mondo, quello dell'"antimafia", incredibilmente arduo ed individualista.
L'ho sostenuta con orgoglio, e non eravamo in tanti, quando ha accettato la richiesta di Beppe Grillo di candidarsi alla presidenza della Regione Sicilia con i meet up; l'ho fatto, come altri, preferendola ad una donna e ad un'amica eccezionale come Rita Borsellino. Pochi la conoscevano ma ha portato a casa circa 70 mila voti.
Le ho scritto una lettera quando non era sicura di voler accettare la candidatura alle elezioni europee come indipendente dell'Italia dei Valori. Allora io, Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi e altri amici l'abbiamo "costretta" a candidarsi, perchè lei era la nostra unica speranza, perche la conoscevamo bene, perchè così era come se andasse in Europa ognuno di noi. Ricordo il sostegno avuto da migliaia di persone, su internet, negli incontri in giro per l'Italia, ma soprattutto il grande appoggio di Beppe Grillo, del popolo dei meet up, che dopo le regionali, erano pronti a portarla in Europa.
Poi, d'improvviso, la disgrazia: Sonia viene eletta con una valanga di preferenze al Parlamento Europeo. E qui cominciano i problemi. Lei rimane la stessa, gli altri però cambiano. Le invidie. I colpi bassi. Le vendette. Iniziano i "non mi hai risposto su Facebook, sei come tutti gli altri", i "non mi hai assunto nello staff qundi sei la peggiore". E qui, colui che l'aveva maggiormente sostenuta, Beppe Grillo, inizia a mollarla e a dare contrordini. Ad attaccarla: riferendosi anche a Luigi De Magistris, senza avere idea delle presenze certificate, delle interrogazioni e degli atti prodotti a Bruxelles, Grillo sostiene che i due lestofanti hanno "rubato" i voti ai grillini e poi sono scappati. In sostanza in Europa questi due non fanno nulla, perchè sono sempre in giro in Italia. Naturalmente, dati alla mano, è tutto falso.
Con il senno di poi penso che la spiegazione sia ovvia: per Grillo sostenere una "politica", una "eletta", era controproducente per la sua "linea editoriale", anche se fosse la più bella e frizzante novità in un Parlamento Europeo da anni in monacale tailleur grigio. Non si può essere contro la politica e poi sostenere Sonia, anche a fronte del suo lavoro. Un antipolitico deve esserlo fino in fondo, anche a costo di ammazzare un rapporto di amicizia. E così i "suoi" sono felici.
Nel frattempo seguo quotidianamente il suo lavoro e non riesco a capire come realmente faccia a fare tutto quello che fa e a non esplodere. Metà settimana a Bruxelles, l'altra metà in giro per l'Italia per conferenze e incontri e un giorno su sette a casa con la famiglia. Lavora a progetti europei, lavora in commissione, esporta in Europa (ed è l'unica) le vergogne italiane per porle sul tavolo internazionale. Ogni tanto finisce in ospedale per palpitazioni, abbassamenti di pressione e altri indici di "iperattività sociale". Ma non lo racconta ai giornali. E viene attaccata. Da destra, certo, ma anche dal Pd, che in Europa è più evanescente che in Italia, affidato ad un David Sassoli che ha il peso politico dell'anima: 21 grammi.
Viene attaccata soprattutto dai "nostri". E subisce quello che altri San Sebastiani come Giulio Cavalli, ad esempio, subiranno qualche mese dopo: l'annullamento della persona per "eccessivi meriti politici". Il funzionamento è semplice: prima ti faccio eleggere, dunque diventi politico per realizzare il programma che abbiamo fatto insieme. Ma ora sei un politico, ergo non puoi più far parte della società civile. Non importa che tu in Europa stia facendo un lavoro che nessun italiano è mai stato capace di fare, non importa che tu non abbia tessere di partito: tu sei un politico, alla pari di Gasparri, Mastella e Borghezio.
Un vortice di astio che porta addirittura il sempre attento Grillo a commettere un'imperdonabile leggerezza nei confronti di Sonia: dal suo blog l'attacca per non aver "difeso" la Nutella, per aver con il suo voto affosato l'emendamento che avrebbe esonerato la Ferrero dall'essere veritiera nelle sue pubblicità. Lei non si piega alle pressione delle lobby e Grillo si unisce a Castelli e Libero, come riporta un ottimo articolo su Peacelink: “Al bando la Nutella” (Libero), “I traditori della Nutella” (Il Riformista), “Nutella amara” (Beppe Grillo), “Giù le mani dalla Nutella” (l’ex ministro Castelli). Già il fatto di pensarla come Libero avrebbe dovuto indurlo a seria riflessione, ma ormai la missione va portata a termine.
Ora basta. E' arrivato il momento di iniziare a tutelare chi ce la sta mettendo tutta per onorare il mandato che gli elettori le hanno conferito. Io non ci sto ad assistere immobile alla flagellazione di un'amica che sta pagando per la propria indipendenza non solo dai partiti ma anche dalle associazioni. Non lo faccio per amicizia, ma per stima, che è diverso. Non lo faccio per solidarietà a Sonia, ma per interesse personale: voglio che continui a lavorare in Europa così come sta facendo, e che non molli esasperata dagli attacchi e dagli amici che aspettano che si giri un attimo per pugnalarla su un blog, senza diritto di replica.
giovedì 31 dicembre 2009
Appello per il 2010
-----------------------------------------------------
-- --
--
--
--
--
--
--
--
--
-- Il mio No B-day
-- 5 dicembre
-- Oggi alle 15.01
-- Mi chiamo Agi Berta.
-- Sono ungherese e
-- vivo a Napoli
-- dal 1974.
-- Sono insegnante.
--Non avevo mai fatto politica attiva, le mie simpatie mutevoli con l’andar del tempo sono passate dal PCI alla Rifondazione, ma in modo soft, senza aver preso la tessera di alcun partito. Da giovane avevo partecipato a numerose manifestazioni prevalentemente a quelle che avevano una finalità concreta come per esempio la lotta per la liberalizzazione dell’aborto o più recentemente per sostenere la richiesta del padre di Eluana Englao.
Ultimamente però la progressiva chiusura degli spazi di libertà, degli spazi di confronto, l’informazione pilotata e demagogica, il privarsi delle parole del loro significato intrinseco mi aveva causato un crescente senso di angoscia. L’aperta violazione della legge dalla parte di Berlusconi, i decreti ad personam, l’instaurarsi di un culto della personalità, la formazione di una “corte” fatta da personaggi culturalmente e politicamente insignificanti mi causava una specie di apnea.
Mi sentivo sempre più isolata come cittadino e volevo condividere questo senso di disagio con persone che percepivano lo stesso mio smarrimento istituzionale.
Per questi motivi il 5 dicembre 2009 volevo andare a Roma, nonostante i miei problemi familiari pressanti in quanto vivo con mia madre disabile.
Sono partita sola, non legata a nessuna formazione politica. Solo la maglia viola “d’ordinanza” poteva indicare una certa appartenenza…appartenenza alle persone perbene, che credevano ancora nei principi della Costituzione e nella legalità.
E’ stata la manifestazione più bella della mia vita.
Festosa e gioiosa.
Una parte del corteo ho condiviso con mia figlia, che non ha potuto partecipare a tutta la manifestazione perché doveva darmi il cambio con la nonna rimasta a Napoli.
Ho stretto la mano di Rosy Bindi, donna e politico che stimo molto e oggi come oggi mi fa sorridere che una ventina di anni fa stavamo su due lati opposti della politica.
Slogan divertenti, ironici, a tratti con un sottofondo di lieve sarcasmo ma mai violenti. E’ stato bello sfilare insieme, sorridenti con persone con le quali probabilmente politicamente non condividevamo le stesse idee, ma ci univa la voglia di pulizia, la voglia di etica, la voglia di ridare dignità alla politica corrotta e violentata dalla casta al potere.
Incontrai amici persi di vista da anni, provenienti da Milano, ma anche napoletani…romani. E’ stato bellissimo.
Non sono riuscita ad entrare in piazza per la folla immensa che riempiva ogni spazio. Ed ero anche stanca.
Perciò alle otto di sera stavo già a casa.
Accessi la tv con una strana eccitazione. Sentivo di aver partecipato ad un evento storico.
Volevo sentire i commenti…e – idealista sono – forse speravo che la nostra voce, la voce di centinaia di migliaia di persone avesse avuto qualche risultato magari qualche reazione anche nella maggioranza.
Spensi la tv dopo aver sentito le stime della questura: 90 000.
E’ stato un dato offensivo, vergognoso.
Mi sono sentita ignorata…assieme a tutta quella folla di persone perbene e cittadini onesti e mi è salita una rabbia frustrante.
Da giovane ero cresciuta in Ungheria, allora paese del socialismo reale dove la nostra libertà era fortemente controllata.
Ma mai mi ero sentita cosi….inesistente.
Senza voce.

lunedì 21 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
MILAN L'E' UN GRAN MILAN
TIRA ARIA BRUTTA IN ITALIA!!
E QUELLO CHI E' ? BORGHEZIO?
Le parole vili e sciagurate dell’on. Cicchitto
-----------------------------------------
Articoli Correlati
Fabrizio Cicchitto, l'ultrà di Silvio ferito
Barbara Spinelli: solidarietà a Marco Travaglio
"Coglioni, kapò e mentecatti", l'amore secondo B.
Gli apologeti del regime: chi non lo ama è un cattivo maestro
L'opposizione non si farà ridurre al silenzio
De Magistris: No alla criminalizzazione del dissenso
L'aggressione a Berlusconi e l'ineccepibile posizione di Di Pietro
di Paolo Flores d'Arcais
------------------------------------
Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.
Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”.
Cosa che non faremo.
Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.
Sottoscrivi il testo di Flores d'Arcais in solidarietà con Travaglio,
il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso
Aderisci su facebook
ECCO COSA HA DETTO CICCHITTO:
(15 dicembre 2009)
LEGGETE ANCHE :
Il blog di Travaglio Gomez Corrias
L'AGGRESSIONE ...ALTRO FILMATO
E QUELLO CHI E' ? BORGHEZIO?
Piduismo di regime
Le parole vili e sciagurate dell’on. Cicchitto
-----------------------------------------
Articoli Correlati
Fabrizio Cicchitto, l'ultrà di Silvio ferito
Barbara Spinelli: solidarietà a Marco Travaglio
"Coglioni, kapò e mentecatti", l'amore secondo B.
Gli apologeti del regime: chi non lo ama è un cattivo maestro
L'opposizione non si farà ridurre al silenzio
De Magistris: No alla criminalizzazione del dissenso
L'aggressione a Berlusconi e l'ineccepibile posizione di Di Pietro
di Paolo Flores d'Arcais
------------------------------------
Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il Fatto Quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di uno psicolabile a Berlusconi.
Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.
Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”.
Cosa che non faremo.
Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime.
Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.
Sottoscrivi il testo di Flores d'Arcais in solidarietà con Travaglio,
il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso
Aderisci su facebook
ECCO COSA HA DETTO CICCHITTO:
(15 dicembre 2009)
LEGGETE ANCHE :
Il blog di Travaglio Gomez Corrias
L'AGGRESSIONE ...ALTRO FILMATO
martedì 15 dicembre 2009
L'AGGRESSIONE
ragazzi forse questa sara' la mia ultima...........................Condividi
Oggi alle 1.09 | Modifica nota | Elimina
vi chiedo scusa ma me ne vado................l'italia sta scendendo nel PROFONDO BARATRO DEL IMBARBARIMENTO TOTALE : SOSPETTI , MESSE IN SCENA, TRUCCHI CINEMATOGRAFICI, OSSESSIONI, VELENI E INCIVILTA'
COME DIRE CHE IL FRATELLO NON CREDE AL FRATELLO.
.E CHI SONO IO..PER GIUDICARE.?
VIVA IL PENSIERO DOMINANTE!
HO RICEVUTO QUESTA E ANCHE ALTRO....
http://www.youtube.com/watch?v=4KbWs0s2q74
martedì, 15 dicembre 2009
L'aggressione a Berlusconi è una montatura
Ho visto e rivisto video e fotografie dell'aggressione
a Berlusconi e sono convinto di una cosa,
è tutta una montatura.
Guardando alcuni video su YouTube si possono
notare molte cose strane:
http://www.youtube.com/watch?v=vWmvrYIKitA1) Nel video ripreso dalla telecamera che inquadra berlusconi più da vicino
e ad altezza uomo, presumibilmente la telecamera
ufficiale del Pdl, l'operatore, che aveva
precedentemente seguito Berlusconi incessantemente,
sposta l'inquadratura sulla folla proprio pochi
secondi prima dell'aggressione.
Guardate al minuto/secondo 1:43 del seguente video:
Addirittura l'operatore sposta la telecamera proprio
nel momento in cui il braccio dell'assalitore diventa
visibile nell'inquadratura (in alto a sinistra).
Il movimento è inoltre alquanto repentino, non credo
compatibile con qualsivoglia dettame che regoli il
corretto utilizzo degli strumenti di ripresa.
Credo che basti chiedere a un qualsiasi operatore
dilettante per saperese una manovra del genere
sia da considerarsi corretta.
Un verifica in più può essere fatta scoprendo chi
è l'operatore della telecamera in questione e
per chi lavora.
2) Nelle riprese in cui si vede l'aggressione
dall'alto invece (ce ne sonotante su YouTube)
sembra che l'oggetto non colpisca B. in pieno, ma
anzi quasi lo sfiori solamente.
Inoltre il suo capo rimane immobile; un colpo
talmente forte da romperelabbro, due incisivi
e naso avrebbe sicuramente provocato un contraccolpo
molto forte dovuto al violento impatto, non credete?
3) Si può inoltre notare che appena dopo l'impatto
non c'è sangue sul volto di Berlusconi.
Dopo l'impatto B. si porta le mani al volto, nascondendo
qualsiasi possibile ferita.
Ma un impatto di tipo lacero-contusivo non dovrebbe
provocare tagli e ferite in modo pressoche istantaneo?
Viene poi portato in auto e lì vi rimane alcuni secondi;
purtroppo dai video che ho visto non sono riuscito a
calcolarne l'ammontare esatto, credo comunque che vi
rimanga almeno un minuto.
Al minuto 3:46 del video sopra citato si può vedere
un agente della scorta che porta la mano sul viso di
B. mentre impugna qualcosa; questo oggetto
può essere un semplice fazzoletto, oppure l'aggeggio
che si può vedere successivamente qui:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/berlusconi-aggredito/12.html
Cosa può essere? Magari una pistoletta che lancia
sangue finto?
4) Nella fotosequenza di Repubblica.it si vede come
B. si porti le mani al
volto tenendo tra le dita un sacchetto nero.
Nella prima foto si vede come nel momento dello
spasimo seguente il ferimento si porta le mani al
volto tenendo i pugni serrati.
Nel momento in cui una persona prova un dolore inteso
e porta le mani al volto è fattibile che tenga i pugni
chiusi in modo da poter tenere in mano un oggetto?
Non sarebbe più logico che aprisse immediatamente le mani?
5) Nelle immagini su Repubblica.it si può notare come
le mani di Berlusconi non siano minimamente sporche di
sangue. Come è possibile?
Vi consiglio di scaricare il video da YouTube per
poterlo visualizzare meglio al rallentatore.
In definitiva credo che B. non si sia fatto nulla
nell'impatto avuto, di striscio,con l'oggetto
lanciato dall'aggressore.
Si è invece truccato per bene nei secondi in cui
è stato in auto, per poi uscirne in modo da
mostrare a tutti le presunte conseguenze di quello
che voleva farcredere gli fosse successo.
Ecco un altro blogger che la pensa come me:
eretici.blogspot.com/2009/12/berlusconi-aggressione-vera-o-tutta-una.html
Cosa ne pensate?
Oggi alle 1.09 | Modifica nota | Elimina
vi chiedo scusa ma me ne vado................l'italia sta scendendo nel PROFONDO BARATRO DEL IMBARBARIMENTO TOTALE : SOSPETTI , MESSE IN SCENA, TRUCCHI CINEMATOGRAFICI, OSSESSIONI, VELENI E INCIVILTA'
COME DIRE CHE IL FRATELLO NON CREDE AL FRATELLO.
.E CHI SONO IO..PER GIUDICARE.?
VIVA IL PENSIERO DOMINANTE!
HO RICEVUTO QUESTA E ANCHE ALTRO....
http://www.youtube.com/watch?v=4KbWs0s2q74
martedì, 15 dicembre 2009
L'aggressione a Berlusconi è una montatura
Ho visto e rivisto video e fotografie dell'aggressione
a Berlusconi e sono convinto di una cosa,
è tutta una montatura.
Guardando alcuni video su YouTube si possono
notare molte cose strane:
http://www.youtube.com/watch?v=vWmvrYIKitA1) Nel video ripreso dalla telecamera che inquadra berlusconi più da vicino
e ad altezza uomo, presumibilmente la telecamera
ufficiale del Pdl, l'operatore, che aveva
precedentemente seguito Berlusconi incessantemente,
sposta l'inquadratura sulla folla proprio pochi
secondi prima dell'aggressione.
Guardate al minuto/secondo 1:43 del seguente video:
Addirittura l'operatore sposta la telecamera proprio
nel momento in cui il braccio dell'assalitore diventa
visibile nell'inquadratura (in alto a sinistra).
Il movimento è inoltre alquanto repentino, non credo
compatibile con qualsivoglia dettame che regoli il
corretto utilizzo degli strumenti di ripresa.
Credo che basti chiedere a un qualsiasi operatore
dilettante per saperese una manovra del genere
sia da considerarsi corretta.
Un verifica in più può essere fatta scoprendo chi
è l'operatore della telecamera in questione e
per chi lavora.
2) Nelle riprese in cui si vede l'aggressione
dall'alto invece (ce ne sonotante su YouTube)
sembra che l'oggetto non colpisca B. in pieno, ma
anzi quasi lo sfiori solamente.
Inoltre il suo capo rimane immobile; un colpo
talmente forte da romperelabbro, due incisivi
e naso avrebbe sicuramente provocato un contraccolpo
molto forte dovuto al violento impatto, non credete?
3) Si può inoltre notare che appena dopo l'impatto
non c'è sangue sul volto di Berlusconi.
Dopo l'impatto B. si porta le mani al volto, nascondendo
qualsiasi possibile ferita.
Ma un impatto di tipo lacero-contusivo non dovrebbe
provocare tagli e ferite in modo pressoche istantaneo?
Viene poi portato in auto e lì vi rimane alcuni secondi;
purtroppo dai video che ho visto non sono riuscito a
calcolarne l'ammontare esatto, credo comunque che vi
rimanga almeno un minuto.
Al minuto 3:46 del video sopra citato si può vedere
un agente della scorta che porta la mano sul viso di
B. mentre impugna qualcosa; questo oggetto
può essere un semplice fazzoletto, oppure l'aggeggio
che si può vedere successivamente qui:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/berlusconi-aggredito/12.html
Cosa può essere? Magari una pistoletta che lancia
sangue finto?
4) Nella fotosequenza di Repubblica.it si vede come
B. si porti le mani al
volto tenendo tra le dita un sacchetto nero.
Nella prima foto si vede come nel momento dello
spasimo seguente il ferimento si porta le mani al
volto tenendo i pugni serrati.
Nel momento in cui una persona prova un dolore inteso
e porta le mani al volto è fattibile che tenga i pugni
chiusi in modo da poter tenere in mano un oggetto?
Non sarebbe più logico che aprisse immediatamente le mani?
5) Nelle immagini su Repubblica.it si può notare come
le mani di Berlusconi non siano minimamente sporche di
sangue. Come è possibile?
Vi consiglio di scaricare il video da YouTube per
poterlo visualizzare meglio al rallentatore.
In definitiva credo che B. non si sia fatto nulla
nell'impatto avuto, di striscio,con l'oggetto
lanciato dall'aggressore.
Si è invece truccato per bene nei secondi in cui
è stato in auto, per poi uscirne in modo da
mostrare a tutti le presunte conseguenze di quello
che voleva farcredere gli fosse successo.
Ecco un altro blogger che la pensa come me:
eretici.blogspot.com/2009/12/berlusconi-aggressione-vera-o-tutta-una.html
Cosa ne pensate?
giovedì 10 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
incontriamoci

Il popolo viola, coscienza civile
A proposito delle dichiarazioni di Feltri, che trovo incivili e inadatte a una persona che vuole farsi passare per giornalista, ora anche noi, giovani che abbiamo riempito la piazza romana il 5 dicembre scorso , diciamo la nostra. Il popolo viola risponde al Giornale pubblicamente e chiede al direttore di porgerci le sue pubbliche scuse a nome di tutte le persone che hanno pacificamente manifestato il 5 dicembre. Siamo ben certi che lei sia a conoscenza di chi sia Spatuzza, egregio direttore, e che sappia benissimo che dichiarare che un “imprecisato” numero di persone di cui non conosce nemmeno l’identità sia amico di un mafioso, è un’affermazione gravissima, soggetta volendo anche a una querela per diffamazione. Forse a lei sfugge il senso della nostra manifestazione, forse era un tantino distratto, egregio direttore, lei di sicuro non era con noi quando abbiamo urlato assieme a Salvatore Borsellino “fuori la mafia dallo Stato”. Forse, direttore, ci confonde con qualche partito politico, che lei è solito attaccare e diffamare. Noi, però, non siamo né un partito né la voce di qualche politico. Il popolo viola è coscienza civile pura, direttore, noi siamo anche la sua coscienza civile. Lei ha offeso anche se stesso. La coscienza civile non può e non deve essere in nessun modo strumentalizzata, né da lei né da nessun altro. Il popolo viola, oggi più che mai si sta facendo sempre più vigile, consapevole, attento, informato su tutto ciò che riguarda la scena politica. Noi siamo oggi coscienza civile che si fa garante e sentinella del rispetto della Costituzione e della democrazia.
Grazie a tutta la redazione e buon lavoro, in piazza avevamo tutti il Fatto Quotidiano!
Paolo Cela
Ok ora che l'informazione c'e dobbiamo continuare a lottare per chiedere le dimissioni di Berlusconi!!! Riuniamoci ogni 1 sabato del mese nelle piazze delle nostre citta' alle ore 14. un rito per continuare a protestare,ora non dobbiamo fermarci!
IL CASO GENCHI
SCANDALI MAI EMERSI
Le mille pagine de “Il caso Genchi. Storia di un uomo in balìa dello Stato”, firmate da Edoardo Montolli, con prefazione di Marco Travaglio, edite da Aliberti e in uscita domani, ricostruiscono un ventennio della storia recente. Le rivelazioni inedite, contenute nell’archivio di Gioacchino Genchi, consulente di molte procure italiane, vanno dalle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, alla trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato e, seguendo il filo rosso dei tabulati telefonici, si giunge all’inchiesta Why Not, avocata all’ex pm Luigi De Magistris, del quale Genchi, appunto, era consulente. Il suo archivio fu sequestrato dai Ros su mandato del procuratore aggiunto di Roma Achille Toro: è stato quindi disvelato per esigenze difensive. “Genchi è stato indagato per abuso d’ufficio e violazione della privacy” spiega Montolli. Dal libro, però, emergono lati oscuri proprio su chi ereditò l’inchiesta: dai dati di traffico analizzati, per esempio, emergevano alcune telefonate tra il pm Alfredo Garbati, che prese in mano Why Not, e alcuni tra i principali inquisiti, della stessa Why Not, come l’assessore diessino Nicola Adamo. Tanto che Edoardo Montolli, dopo averli visti, scrive: “L’uomo che coordina le indagini Why Not a Catanzaro è il più vicino di tutti agli indagati”. (a.m.)


Anna Schettini
Cara Laura il mio è un pessimismo cosmico..in questo momento.E già da tempo.
Apprezzo certamente il movimento incalzante di una opinione pubblica che deve diventare insistente e non mollare la presa.
Ma viviamo in una democrazia parlamentere...di cui seppure è rimasta poca cosa..ci si deve organizzare e ci vuole tempo ancora perchè si affaccino sullo scenario della politica forze nuove con idee nuove e di più largo respiro....
Io vagheggio una sinistra che ritrovi questa capacità di andare oltre queste forze avvilite che hanno perso spessore politico, capacità teorica e relativa prassi.
Senza una visione ampia profonda sulla realtà, non si vede orizzonte...questa per me è la tragedia..deve nascere qualcosa di nuovo che ci possa somigliare.... Mostra tutto
Di Pietro Travaglio e quant'altro sono una spina nel fianco certamente in questa morta gora....ma io sento il bisogno di una riconfigurazione a sinistra..ci vuole genio creativo.
Un abbraccio caro.Intanto noi siamo vivi e con la voglia di rilanciare sul presente odioso.


d'ora in poi.....noi



Berlusconi dice che mando' indietro la tessera della P2. Ma solo perche' gli avevano mandato quella di Apprendista....Condividi
Oggi alle 20.52
Silvio Berlusconi: da 20 anni si discute della sua iscrizione alla loggia. Il nome compare nelle liste sequestrate 25 anni fa (il 17 marzo 1981 nella sua villa a Castiglion Fibocchi), che però secondo Gelli erano "un brogliaccio incompleto". Il Cavaliere nega di avere mai chiesto l'ingresso nella P2 : "Mi venne spedita una tessera, la rimandai indietro". Adesso invece l'ex maestro venerabile lo smentisce.
L'iniziazione? "Avvenne nel 1977, nella sede di via Condotti. C'erano anche Roberto Gervaso e il medico Fabrizio Trecca, che era un po' il capofila del raggruppamento riservato agli operatori dei mass media. Lo stesso che riuniva tutti i giornalisti iscritti. Finita l'iniziazione gli consegnammo i guanti, il grembiule e una tessera da Apprendista. Sbagliando: perché doveva essere da Maestro. Berlusconi ce la rimandò indietro e noi gliela cambiammo, allegando una lettera di scuse".
Sul creatore della Fininvest Gelli è prodigo di parole: "Mi impressionò la sua grande intelligenza. Aveva parlato della sua idea di confezionare pacchetti tv anche al direttore generale del ministero dell'Industria, Eugenio Carbone, e a Carlo Pesenti. Il progetto era di acquistare piccole televisioni su tutto il territorio nazionale e poi costruire un network. L'idea era di Berlusconi. Ma l'intento in un primo tempo era di affidare la gestione alla Dc e alla Confindustria".
L'incontro tra i due avvenne su presentazione di Gervaso: "Era un personaggio interessante, per questo gli chiesi di entrare nella P2". Nel celebre e famigerato 'Piano di rinascita nazionale', il progetto di ricostruzione delle istituzioni elaborato dalla loggia, c'era un capitolo per favorire la creazione di città satellite come Milano 2: fu un regalo per il patron dell'Edilnord.
Gelli riconosce: "Le città satellite sono state una trovata di Berlusconi". Ma quello che interessava maggiormente alle manovre della massoneria era la tv, non il mattone: "Per noi era importante rompere il monopolio della tv di Stato per evitare che diventasse ostaggio della politica". E dopo? "Credo di averlo visto un paio di volte. A Roma, mi sembra. Il tempo di una stretta di mano. Mi ha detto: 'Mi spiace di quanto è successo'. Lo stesso che hanno detto gli altri. Naturalmente lui era dispiaciuto anche per le cose che gli sono state attribuite anche a causa della sua iscrizione alla P2".
http://www.loggiap2.com/odo_gelli_far_festa





domenica 6 dicembre 2009
uomini d'onore
Mafia & Regime
"Gli arresti di Nicchi e Fidanzati duro colpo alla Mafia,
secondo il governo.
Ma non è affatto così, ecco perché"
Oggi alle 23.19
Il governo Berlusconi sarà ricordato come l'esecutivo che ha decapitato la mafia". L’ultimo spot del portavoce Pdl Daniele Capezzone merita di essere scolpito sul marmo a futura memoria.
08 Dicembre 2009 -- “Presto -assicura Capezzone- si giungerà alla sconfitta finale di questa e di altre organizzazioni criminali. Chiunque abbia onestà intellettuale dovrebbe riconoscere l'impulso politico fortissimo del governo a questa lotta. Il resto è infamia, calunnia, con il solo scopo di ferire l'immagine internazionale del Paese. E chiunque si accodi a questi veleni deve sapere che resterà drammaticamente isolato rispetto alla stragrande maggioranza dei cittadini e dell'opinione pubblica"
La storia della mafia Capezzone non la conosce, l’arte della comunicazione inciampa sull’ignoranza e l’imbonimento.
Non è tempo.
Chi lavora per ripulire il Paese dal crimine organizzato sa bene di che pasta è fatta la piovra e come i suoi tentacoli ricompaiono con sorprendente velocità. La storia dovrebbe consigliare cautela e sobrietà, ma prevale il bisogno di “seppellire” il resto, Spatuzza, Ciancimino e company.
L'esecutivo gonfia il petto sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, a seguito degli arresti dei boss mafiosi Giovanni Nicchi e Gaetano Fidanzati. E ne ha ben donde, a patto che curi la sua schizofrenia nei confronti dei magistrati – eversori i giorni feriali e lucidi determinati nemici delle mafie in quelli festivi. I magistrati fanno il loro mestiere, bene o meno bene, ma non vanno giudicati dai governanti a seconda della convenienza.
Se il capo del governo è imputato le toghe sono i nemici da battere, gli eversori da distruggere, se hanno successo con le loro indagini il capo del governo “vanta”, si annette i risultati del loro lavoro.
Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, ha commentato la cattura di Nicchi e Fidanzati, scusandosi per non avere permesso a questi galantuomini di partecipare al “No B day”, promosso dagli internauti.
Scherzava, ma fino a un certo punto. Se la piazza dei ragazzi romani non piace al Ministro, non significa che sia fatta di “picciotti” di mafia. E lui, che è siciliano, dovrebbe saperlo di che pasta sono fatti gli “uomini d’onore”.
L’educazione al rispetto degli avversari, tuttavia, non s’impara a tarda età. O ce l’ha o non c’è niente da fare, purtroppo. Il Ministro degli Interni, Maroni, legittimamente compiaciuto per i due arresti eccellenti, non ha potuto fare a meno di alludere alle “farneticazioni” di Spatuzza che con l’arresto di Nicci e Fidanzati non c’entra niente.
Spatuzza può avere detto bugie o raccontato qualcosa di vero, lo deciderà il tribunale, e soprattutto lo decideranno i riscontri che i poliziotti e i magistrati avranno saputo trovare.
La “risposta” alle “farneticazioni” di Spatuzza è l’assenza di riscontri, verifiche, indizi, prove e testimonianze, non le manette ai due boss. Dell’Utri sostiene che la mafia vuole fare cadere il governo perché il governo la tratta male. Se è così vuol dire che erano state create delle aspettative.
"Gli arresti di Nicchi e Fidanzati duro colpo alla Mafia,
secondo il governo.
Ma non è affatto così, ecco perché"
Oggi alle 23.19
Il governo Berlusconi sarà ricordato come l'esecutivo che ha decapitato la mafia". L’ultimo spot del portavoce Pdl Daniele Capezzone merita di essere scolpito sul marmo a futura memoria.
08 Dicembre 2009 -- “Presto -assicura Capezzone- si giungerà alla sconfitta finale di questa e di altre organizzazioni criminali. Chiunque abbia onestà intellettuale dovrebbe riconoscere l'impulso politico fortissimo del governo a questa lotta. Il resto è infamia, calunnia, con il solo scopo di ferire l'immagine internazionale del Paese. E chiunque si accodi a questi veleni deve sapere che resterà drammaticamente isolato rispetto alla stragrande maggioranza dei cittadini e dell'opinione pubblica"
La storia della mafia Capezzone non la conosce, l’arte della comunicazione inciampa sull’ignoranza e l’imbonimento.
Non è tempo.
Chi lavora per ripulire il Paese dal crimine organizzato sa bene di che pasta è fatta la piovra e come i suoi tentacoli ricompaiono con sorprendente velocità. La storia dovrebbe consigliare cautela e sobrietà, ma prevale il bisogno di “seppellire” il resto, Spatuzza, Ciancimino e company.
L'esecutivo gonfia il petto sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, a seguito degli arresti dei boss mafiosi Giovanni Nicchi e Gaetano Fidanzati. E ne ha ben donde, a patto che curi la sua schizofrenia nei confronti dei magistrati – eversori i giorni feriali e lucidi determinati nemici delle mafie in quelli festivi. I magistrati fanno il loro mestiere, bene o meno bene, ma non vanno giudicati dai governanti a seconda della convenienza.
Se il capo del governo è imputato le toghe sono i nemici da battere, gli eversori da distruggere, se hanno successo con le loro indagini il capo del governo “vanta”, si annette i risultati del loro lavoro.
Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, ha commentato la cattura di Nicchi e Fidanzati, scusandosi per non avere permesso a questi galantuomini di partecipare al “No B day”, promosso dagli internauti.
Scherzava, ma fino a un certo punto. Se la piazza dei ragazzi romani non piace al Ministro, non significa che sia fatta di “picciotti” di mafia. E lui, che è siciliano, dovrebbe saperlo di che pasta sono fatti gli “uomini d’onore”.
L’educazione al rispetto degli avversari, tuttavia, non s’impara a tarda età. O ce l’ha o non c’è niente da fare, purtroppo. Il Ministro degli Interni, Maroni, legittimamente compiaciuto per i due arresti eccellenti, non ha potuto fare a meno di alludere alle “farneticazioni” di Spatuzza che con l’arresto di Nicci e Fidanzati non c’entra niente.
Spatuzza può avere detto bugie o raccontato qualcosa di vero, lo deciderà il tribunale, e soprattutto lo decideranno i riscontri che i poliziotti e i magistrati avranno saputo trovare.
La “risposta” alle “farneticazioni” di Spatuzza è l’assenza di riscontri, verifiche, indizi, prove e testimonianze, non le manette ai due boss. Dell’Utri sostiene che la mafia vuole fare cadere il governo perché il governo la tratta male. Se è così vuol dire che erano state create delle aspettative.
Iscriviti a:
Post (Atom)